Digit 2016 - Sala Convegni - Varese News

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Digit 2016 - Sala Convegni

Il liveblog degli incontri di Digit 2016 dalla Sala Convegni

  • Che fine ha fatto la notizia? non c'è più intermediazione, le fonti parlano da sole.
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  • Piero Dominici: 
    La forma più potente dell'informazione è l'organizzazione dei sistemi


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  • Alle 13.30 "Instant articles e Amp di Google. Le notizie pubblicate direttamente sui social da parte degli editori" con Mario Tedeschini Lalli, Vittorio Pasteris e Andrea Tortelli
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  • Instant articles e Amp di Google. Le notizie pubblicate direttamente sui social da parte degli editori.

    Ci parlano di questo tipo di articoli Mario Tedeschini Lalli, Vittorio Pasteris e Andrea Tortelli.
    Il primo a prendere la parola è Andrea Tortelli che ci spiega come tutte le piattaforme, in particolare Facebook, si stanno avviando verso "Instant Articles": dice che Facebook vorrebbe diventare un editore istantaneo. Questo si vede dallo studio che riguarda soprattutto l'interesse degli utenti e la loro pazienza al caricamento di pagine e contenuti, che può essere calcolata in circa 5 secondi.
    Amp, Accelerated Mobile Pages, acceleratore di caricamento delle pagine lanciato da Google, ha un ruolo fondamentale.
    Il discorso passa a Vittorio Pasteris che approfondisce Instant Articles: permette di velocizzare i contenuti su Smartphone, tramite la distribuzione di uno specifico contenuto.
    Il ragionamento strategico è: ogni pagina è un elemento disaggregato dagli altri, esempio la home page non si carica tramite Instant Articles.
    Instant Articles carica pagine che siamo noi utenti di Facebook a creare, con i nostri testo, video, le nostre pubblicità.
    È una logica che anche gli editori devono considerare, per certo prima devono capire se questa nuova prospettiva sia utile in base alle proprie esigenze.
    Mario Tedeschini Lalli si dichiara "contro" questa nuova logica.
    Ci sono tre problemi principali:
    1. Problema della relazione di un editore digitale con il contenuto distribuito.
    2. Se ci sono dentro come devo fare?
    3. Come si sta configurando il ruolo di Facebook (e quindi tutte le questioni di tipo legale con i vari editori)?
    Gruppo Espresso: Tedeschini Lalli parla di Repubblica, che più di 2 milioni di fan. Fino a questa estate pubblicava circa quattro o cinque articoli con Instant Articles, come prova; poi ha modificato questo atteggiamento ed ora tutti gli articoli vengono caricati tramite tale funzione.
    In genere gli Instant Articles vengono letti più di tutti gli altri formati, ma ci sono risultati altalenanti. Facebook è nel mondo del governance e questo vuol dire che grandi e piccoli editori devono considerarlo.
    Tra gli Editori abbiamo anche soggetti come Fc Barcellona, Micheal Phelps, ecc.
    Ovviamente la scelta di pubblicare tutti gli articoli o parte di essi con Instant Articles è nostra.


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  • Instant articles e Amp di Google. Le notizie pubblicate direttamente sui social da parte degli editori.

    Ci parlano di questo tipo di articoli Mario Tedeschini Lalli, Vittorio Pasteris e Andrea Tortelli.
    Il primo a prendere la parola è Andrea Tortelli che ci spiega come tutte le piattaforme, in particolare Facebook, si stanno avviando verso "Instant Articles": dice che Facebook vorrebbe diventare un editore istantaneo. Questo si vede dallo studio che riguarda soprattutto l'interesse degli utenti e la loro pazienza al caricamento di pagine e contenuti, che può essere calcolata in circa 5 secondi.
    Amp, Accelerated Mobile Pages, acceleratore di caricamento delle pagine lanciato da Google, ha un ruolo fondamentale.
    Il discorso passa a Vittorio Pasteris che approfondisce Instant Articles: permette di velocizzare i contenuti su Smartphone, tramite la distribuzione di uno specifico contenuto.
    Il ragionamento strategico è: ogni pagina è un elemento disaggregato dagli altri, esempio la home page non si carica tramite Instant Articles.
    Instant Articles carica pagine che siamo noi utenti di Facebook a creare, con i nostri testo, video, le nostre pubblicit��.
    È una logica che anche gli editori devono considerare, per certo prima devono capire se questa nuova prospettiva sia utile in base alle proprie esigenze.
    Mario Tedeschini Lalli si dichiara "contro" questa nuova logica.
    Ci sono tre problemi principali:
    1. Problema della relazione di un editore digitale con il contenuto distribuito.
    2. Se ci sono dentro come devo fare?
    3. Come si sta configurando il ruolo di Facebook (e quindi tutte le questioni di tipo legale con i vari editori)?
    Gruppo Espresso: Tedeschini Lalli parla di Repubblica, che più di 2 milioni di fan. Fino a questa estate pubblicava circa quattro o cinque articoli con Instant Articles, come prova; poi ha modificato questo atteggiamento ed ora tutti gli articoli vengono caricati tramite tale funzione.
    In genere gli Instant Articles vengono letti più di tutti gli altri formati, ma ci sono risultati altalenanti. Facebook è nel mondo del governance e questo vuol dire che grandi e piccoli editori devono considerarlo.
    Tra gli Editori abbiamo anche soggetti come Fc Barcellona, Micheal Phelps, ecc.
    Ovviamente la scelta di pubblicare tutti gli articoli o parte di essi con Instant Articles è nostra.


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  • C'è uno scambio di informazioni, Pasteris che spiega le notizie dei soggetti come il Real Madrid, Tedeschini spiega che su Facebook chiunque ha il diritto sulla produzione di una testata, ne rimane proprietario, sul piano legale, anche quando appare "copywrite by Facebook"

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  • Tedeschini Lalli dice: "Il contratto tra un utente e Facebook non inficia tra quello e soggetti terzi". È ora in corso un dibattito tra i tre relatori e il pubblico. C'è chi avanza che la maggiore importanza sta nel valore della community.

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  • Al live tweeting ci sono Rosa Maria, Walimai e Manuel. Si sta parlando del fatto che gli Instant Articles saranno alla fine una direzione obbligata
    Due azioni importanti da fare: da una parte lavoro sui social, dall'altra parte diventare interlocutore dei maggiori interlocutori di una certa realtà: questo è il modello che ha scelto Andrea Tortelli

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  • Ovviamente, dice Tedeschini, un editore grande è diverso da un editore piccolo riguardo all'utenza e ci sono metriche di valore economico specifiche anche se la ragione del loro prodotto è simile.

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  • Come pensare a un nuovo tipo di giornalismo distinto dalla sua rappresentazione grafica? È un problema che gli Instant Articles stanno facendo esplodere. Se si riesce a immaginare una testata come "centro di smistamento" di cose utili e quindi diventa di una certa importanza, in qualche modo viene riconosciuta e potrebbe perfino ricavarne profitto. Escluso ormai vivere di sola pubblicità.
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  • Tortelli: "Facebook riesce ad ampliare l'utenza degli argomenti che si vogliono pubblicizzare".
    Pasteris dice che la pubblicità rimane però un elemento importante. Un editore territoriale può diventare un "Hub territoriale", fondare una vera e propria community.

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  • Instant articles e Amp di Google. Le notizie pubblicate direttamente sui social da parte degli editori.

    Ci parlano di questo tipo di articoli Mario Tedeschini Lalli, Vittorio Pasteris e Andrea Tortelli.
    Il primo a prendere la parola è Andrea Tortelli che ci spiega come tutte le piattaforme, in particolare Facebook, si stanno avviando verso "Instant Articles": dice che Facebook vorrebbe diventare un editore istantaneo. Questo si vede dallo studio che riguarda soprattutto l'interesse degli utenti e la loro pazienza al caricamento di pagine e contenuti, che può essere calcolata in circa 5 secondi.
    Amp, Accelerated Mobile Pages, acceleratore di caricamento delle pagine lanciato da Google, ha un ruolo fondamentale.
    Il discorso passa a Vittorio Pasteris che approfondisce Instant Articles: permette di velocizzare i contenuti su Smartphone, tramite la distribuzione di uno specifico contenuto.
    Il ragionamento strategico è: ogni pagina è un elemento disaggregato dagli altri, esempio la home page non si carica tramite Instant Articles.
    Instant Articles carica pagine che siamo noi utenti di Facebook a creare, con i nostri testo, video, le nostre pubblicità.
    È una logica che anche gli editori devono considerare, per certo prima devono capire se questa nuova prospettiva sia utile in base alle proprie esigenze.
    Mario Tedeschini Lalli si dichiara "contro" questa nuova logica.
    Ci sono tre problemi principali:
    1. Problema della relazione di un editore digitale con il contenuto distribuito.
    2. Se ci sono dentro come devo fare?
    3. Come si sta configurando il ruolo di Facebook (e quindi tutte le questioni di tipo legale con i vari editori)?
    Gruppo Espresso: Tedeschini Lalli parla di Repubblica, che più di 2 milioni di fan. Fino a questa estate pubblicava circa quattro o cinque articoli con Instant Articles, come prova; poi ha modificato questo atteggiamento ed ora tutti gli articoli vengono caricati tramite tale funzione.
    In genere gli Instant Articles vengono letti più di tutti gli altri formati, ma ci sono risultati altalenanti. Facebook è nel mondo del governance e questo vuol dire che grandi e piccoli editori devono considerarlo.
    Tra gli Editori abbiamo anche soggetti come Fc Barcellona, Micheal Phelps, ecc.
    Ovviamente la scelta di pubblicare tutti gli articoli o parte di essi con Instant Articles è nostra.


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  • Oggi non siamo più soli. L'architettura della nostra realtà è un grafo. Sentiamo con i nostri sensi, ne percepiamo i nodi attraverso i sensi, gli archi attraverso emozioni. 
    La rete è una continuazione della realtà. Addomesticare la rete significa insegnarle a ricordare in modo sano. 
    Quello che noi conosciamo alla fine è la funzione che lega le informazioni e le relazioni che intercorrono fra esse. Comunicare è produrre relazioni funzionali. 
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  • Conosce è fare esperienza di una funzione. La tecnologia non è produrre solo un contenuto, ma è fare esperienza, bisogna entrare nell'ottica che le persone non vogliono comprare il nostro contenuto, bensí la nostra esperienza. Dalla sala convegni Federico Badaloni dice "noi siamo ciò che connettiamo, siamo definiti da quello che mettiamo e non mettiamo in relazione". 
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  • Shlossberg dice che l'abilità dello scrivere è di creare un contesto in cui altre persone posso pensare, ma oggi il grafo delle cose è un posto in cui agiamo, non solo dove pensiamo. 
    L'economia dell'abbondanza:
    Siamo circondati da un'abbondanza di contenuto. In effetti c'è una facilità di accesso ai mezzi di produzione e diffusione, un alto carico informativo (information overload), postulato di falsità, il tema della persistenza  e non dimentichiamo che nella rete tutto resta. 
    Noi ci muoviamo in un grafo che oggi si basa su uno scambio di fiducia. 
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  • Chiudiamo con l'invito di Badaloni a iniziare a comportarsi come Amundsen, l'esploratore dell'Antartide che ebbe la meglio sul britannico Scott: oggi il Giornalismo può provare ad andare al Polo Sud come ha fatto Scott, rinchiudendosi in una bolla, ma si rimarrebbe indietro e si farebbe fatica. Perché non acquisire informazioni dai programmatori, i grafici, gli utenti (i nostri Inuit, gli indigeni del Polo Sud), dice Badaloni. Follow the data, questo è il nuovo motto. "Aprirsi a queste nuove figure è sintomo di intelligenza, c'è sempre qualcuno che ne sa più di noi. Iniziamo ad imparare a collaborare con le altre testate". È un invito rivoluzionario quello di Badaloni, quello di mettere al centro le persone e non noi stessi. Centriamoci sull'utente, che non è solo chi usufruisce di un servizio, ma anche il committente. Valutiamo la direzione del cambiamento culturale non "le nuove tecnologie". 
    Se volete fare parte di questo nuovo ambiente del Giornalismo uscite dalla "bolla".
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  • In Sala convegni sta iniziando il panel
    Snapchat per il giornalismo

    con Giovanni Boccia Artieri @gba_mm e Marianna Bruschi @mariannabruschi

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  • Come funziona snapchat: 
    • a tua home è la videocamera
    • Abituati a trascinare lo schermo
    • Torna a disegnare
    • I video selfie sono la normalità 
    • Compra gli auricolari
    E via con il primo esercizio con i relatori da condividere con #digit16
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  • Tutti i partecipanti del workshop sono invitati a scaricare e postare foto usando snapchat sui social, grazie
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  • Mentre i partecipanti al workshop "Snapchat per i Giornalisti" prendono confidenza con snapchat i relatori continuano a parlare di sezione Discover in cui 20 editori americani ogni giorno postano dei contenuti su questo canale. 
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  •  Per i giornalisti che vogliono scrivere su Snapchat un consiglio: usare gli emoticons e gli stickers per questioni di spazio. 
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  • La Svezia al momento è uno dei paesi che sta usando di più Snapchat...e in Italia?
    La Repubblica ha aperto la rubrica Snapchat.
    Snap news ITALIA che riassume tutte le news e  le storie che si erano perse durante la giornata su Snapchat. È un modo per far circolare gli utenti e aggirare la difficoltà di capire cosa fanno gli altri. È nato da una settimana.
    IlCorrieredellaSera lo usa per raccontare il dietro le quinte della redazione. Tutto questo viene fatto per raggiungere un pubblico più giovane, facile da intercettare sui social piuttosto che sul cartaceo. 
    Raisport che presenta su Snapchat i profili delle squadre nata durante gli Europei di Calcio 2016.
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  • Una capacità che snapchat ha, in un'era di abbondanza di contenuto come quella in cui viviamo, è quella di riuscire a farci focalizzare in un qualcosa, non ci sono distrazioni, non c'è contorno. Il nostro comportamento su internet è solito essere paragonato a quello di un pesce rosso, che, avendo una capacità di memoria limitata, si distrae dalle mille altre cose da cui viene bombardato. Su snapchat questo non avviene.
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  • La sfida di Snapchat è raccontare il Giornalismo ai millennials. Così la narrazione si verticalizza e snapchat sta imponendo uno standard. I post con emoticons divertenti sono tutti elementi aggiuntivi che possono aiutare la creatività della narrazione e catturare l'attenzione. 
    Il testo è fondamentale: apparentemente il testo scompare perché le immagini che accompagnano i testi sono molto invasive, ma il contenuto è l'elemento centrale della narrazione. 
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  • Le news su Snapchat:
    • Live sul posto
    • Raccontare che cosa c'è sul giornale
    • Raccontare il dietro le quinte o le anteprime
    • Fare "call to action" 
    • Fare quiz con screenshot a causa del limite di spazio per i commenti 
    • Liste che semplifichino la narrazione
    • Tutorial che mostrino come si fanno delle cose


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  • Il referendum Si - No perché non raccontarlo tramite snapchat per un racconto fresco e particolarmente efficace suggerisce Giovanni Boccia Artieri, un invito per iniziare a vedere le cose da un altro punto di vista. 
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  • Si conclude ora il divertente e interessante Workshop su Snapchat e da Marianna e Giovanni arriva il suggerimento alla Steve Jobs Be creative, Be journalist.
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