Elezioni a Saronno, incontro coi candidati - Varese News

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Elezioni a Saronno, incontro coi candidati

Martedì 19 e mercoledì 20 maggio incontreremo tutti e otto i candidati sindaco alle prossime elezioni comunali. Potrete intervenire nei commenti o lasciando qualche domanda

    Ecco come finirono le elezioni al primo turno 5 anni fa, nel 2010

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    Le elezioni a Saronno si svolgeranno il prossimo 31 maggio. Durante questo live blogging incontreremo tutti i candidati sindaco e potrete intervenire nei commenti facendo domande o esprimendo le vostre opinioni. Oppure fare usare Twitter con hashtag #elezioniSaronno2015
    A questo indirizzo tutti i candidati sindaco, le liste e i candidati consiglieri: elezioni2015.varesenews.it

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    La piazza principale della città, all'interno del grande centro pedonale, nelle ultime settimane affollato di gazebo elettorali. La foto è di ieri, con le forze dell'ordine ovunque per il
    Comizio di Berlusconi

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    Primo incontro a Villa Gianetti con Francesco Licata, Candidato sindaco di Partito Democratico, Saronno Bene Comune e Coscienza Democratica.

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    Puntuale Licata a Villa Gianetti. 37 anni, attuale segretario cittadino del Pd, lavora come analista in un'azienda di Milano: "Lavoro sempre coi numeri" spiega. È nato a Prato ma vive a Saronno da moltissimi anni. Ha una grande passione per lo sport: "Ha praticato molto il calcio, ma in questo periodo adoro la corsa".
    Perché ha scelto di trovarsi a Villa Giaietti? "È un obiettivo della prossima amministrazione che deve essere sfruttata al meglio. Dal parchetto usato per ricevimenti ai piani superiori che saranno lasciati liberi dalla Saronno Servizi. Dovremo capire cosa fare di questa risorsa in centro a Saronno"

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    Licata con Giulio Gervasini candidato in lista e portavoce Giovani Democratici del Saronnese: "Francesco è una persona valida, ama Saronno ed è l'unico che l'ha detto. Rappresenta un programma concreto da idee precise e porta con se novità, con tante persone candidate che provengono dalla società civile"

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    Fermato da un passante che gli dice "Fa il buon sindaco", Licata spiega che questa "è la parte bella dell'essere candidato: poter parlare e confrontarsi coi cittadini per strada".
    Intorno al suo nome, all'inizio, sembrava ci fossero problemi nel Pd, oggi la situazione com'è? "Il mio era uno dei tre nomi indicati come papabile già un anno e mezzo fa. Non sono di ripiego e oggi la situazione è tranquilla. Il Pd è compatto e unito, ci possono essere delle discussioni, non si raggiunge mai l'unanimità, ma è normale. Confermo che non ci sono correnti o sottogruppi. Siamo uniti e devo dire che abbiamo costituito un bel gruppo con persone valide".

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    "Sono due le cose che mi stanno più a cuore. La prima è la vitalità della città. Il centro è un salotto e bisogna farlo vivere di giorno e di sera, perché ha ricadute positive sul commercio e sulla sicurezza. Questi sono luoghi che appartengono alla città e ai saronnesi, non bisogna darli in mano a nessun altro. Se si abbandonano queste aree è più facile che siano meno sotto controllo. Se la gente vive la città le occasioni per delinquere vengono meno".
    "Il grosso problema della sicurezza è nella zona della stazione. Si risolve con il controllo e la prevenzione: controllo si realizza con la polizia locale e lo indichiamo nel programma che si deve investire in questo settore: potenziare il comando con attrezzature, sgravare dalla burocrazia che fa stare gli agenti in ufficio. La seconda cosa è che deve esserci una maggiore sensibilizzazione da parte della Prefettura. Ci deve essere in stazione un presidio costante di Polizia. Inoltre, si devono coinvolgere maggiormente le associazioni, con esperienze positive come quella del controllo del vicinato che andrebbe estesa su tutto il territorio".

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    "La seconda cosa che ci sta più a cuore sono le aree dismesse in generale. Questo è Palazzo Visconti che rappresenta un enorme patrimonio per la città, una delle maggiori ricchezze per il futuro. Nel programma abbiamo messo di recuperarlo a lotto perché un intervento completo è irrealizzabile. Ci piacerebbe fosse la casa delle associazioni, come lo è stato per anni.
    Le altre aree dismesse sono un altro discorso perché andrebbero demolite, ma sono di proprietà di privati e sono loro a dover fare l'intervento. Quello che bisogna trovare è l'equilibrio tra l'interesse del privato e quello del pubblico che è maggiormente legittimo. Quelle aree devono essere funzionali alla città, non isole a se stanti. Come previsto dal Pgt dovranno esserci aree verdi e collegamenti con la città".
    Queste cose però venivano dette anche cinque anni fa: "Ma non c'era l'attuale Pgt e rispetto a 5 anni fa è in fase di avvio il progetto della Cantoni, che farà vedere che se si persegue questo tipo di equilibrio, è tutto realizzabile. Se non si inizia, non si realizzerà mai nulla"

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    Saronno al centro di quattro provincie, quale identità ha oggi? "Saronno è il capoluogo di una provincia che non c'è. Anche a livello amministrativo. È un comune polo con una caratteristica che si è costruita negli anni: l'ospedale, la stazione, le scuole, frequentate solo dal 40 per cento di saronnesi. L'identità e di essere attrattore, ha più senso infatti parlare di area del Saronnese, non solo la città. Per questo va rafforzato il rapporto con altri comuni che oggi è un po debole. Deve esserci una apertura da parte di Saronno e poi un dialogo con altri comuni. C'è stato in questi anni ma forse gli va concesso qualcosa in più per fare squadra e mettere in comune dei servizi"

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    Si torna verso il centro per un appello finale agli elettori: "Oggi governare significa qualcosa in più rispetto alla semplice ordinaria amministrazione. Governare significa prendersi cura della propria città, significa agire, fare è prendere decisioni. Non si può lasciare tutto com'è per paura di subire critiche. Questa responsabilità c'è la vogliamo prendere. Per questo abbiamo costruito una squadra che è un mix tra solidità data dall'esperienza e la freschezza del rinnovamento. Noi la nostra Saronno la immaginiano amo a colori, che abbia gambe forti, che sia in grado di camminare da sola, di cambiare velocità e cambiare passo".

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    Qual è l'identità che dovrebbe assumere in futuro Saronno in base alle vostre proposte? "Nel breve tempo senz'altro va vivacizzata attraverso uno stimolo all'attività commerciale e per questo l'amministrazione, l'unica cosa che può fare, è aiutare a chi vuole aprire un'attività commerciale, riducendo i tributi e facilitando la burocrazia. L'aiuto attraverso la riduzione dei contributi deve essere orientata verso le attività che incrementino il lavoro e l'occupazione. Questo è il primo passo per riprendere la centralità. Nel medio periodo saranno fondamentali le scelte che Saronno sarà capace di fare relativamente alla destinazione delle aree dismesse, che noi riteniamo essere il più grande patrimonio per il rilancio della città. Per individuare la destinazione d'uso di queste aree è fondamentale dare una risposta alla domanda "cosa vogliamo che sia Saronno tra vent'anni?"

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    "#saronno , punto di riferimento per le vicine realtà: riprendiamo la centralità" #vision #elezionisaronno2015 http://pbs.twimg.com/media/CFWzOEUW8AE1-na.jpg

    Quanto sono importanti le nuove tecnologie e i sociale per un'amministrazione? "La trasparenza di tutte le attività comunali riteniamo sia fondamentale per la partecipazione di tutti i cittadini alle scelte dell'amministrazione. Per fare questo il comune deve utilizzare tutte le tecnologie oggi a disposizione. Abbiamo intenzione di adottare sondaggi in tempo reale rispetto a decisioni di tematiche generali o di interesse puntuale. È tutto da mettere in piedi e diffondere, ma riteniamo che sia fondamentale attivare una rete importante per i cittadini, per informali e interpellarli in diretta sulle decisioni fondamentali".

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    Appello finale per Lonardoni: "Ritengo che i cittadini di Saronno debbano dare il voto alla nostra lista principalmente perché è una lista che non ha nessun aggancio con i partiti che hanno governato fino ad oggi. Ma in particolar modo perché è assolutamente libera nelle scelte utili per Saronno, senza avere condizionamenti che provengono da altri livelli della politica. Invito quindi al voto per Saronno al centro perché noi, "per la rinascita della città", non abbiamo bisogno dei vip della politica, ma della partecipazione di tutti i saronnesi"

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    "votate @SaronnoalCentro : nessun condizionamento dai partiti che hanno governato la città" #elezionisaronno2015 http://pbs.twimg.com/media/CFW2yLJWMAAcVa1.jpg

    Alla Casa del Partigiano incontriamo Marco Pozzi, candidato sindaco di Sinistra ecologia e Libertà

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    Marco Pozzi ha 68 anni, è in pensione ed è stato insegnante alla formazione professionale, salvo un distacco sindacale per 10 anni, come segretario del comprensorio di Busto Arsizio. È stato consigliere comunale e consigliere provinciale. Alla fine degli anni '80 in Provincia è stato assessore al Lavoro con il Partito Comunista. "A Saronno non ho mai lasciato la politica, sono sempre stato attivo, pur non avendo, come gruppo, consiglieri comunali nell'ultima amministrazione. Ho deciso di candidarmi perché non c'è stato da parte del Pd di continuare l'esperienza di coalizione, con motivazioni che a tutt'oggi non abbiamo ancora capito. Avevamo cercato poi di convincere Tu@saronno a creare un unico candidato, ma hanno detto di no e alla fine anche se di corsa abbiamo deciso di presentarci".

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    Con Pozzi c'è anche Dario Accursio Liotta, il capolista: "Ho sempre fatto la politica in modo non professionale: il primo volantino l'ho dato a 14 anni. Sono a Saronno da 30 anni e ho deciso di mettermi in gioco perché c'è bisogno di una voce di sinistra perché il Pd sta compiendo una trasformazione che non mi piace. Appoggio Marco perché è una persona che ha esperienza, onestà e passione".

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    Cinque anni fa hanno fatto parte della coalizione che ha appoggiato Porro come Sinostra Saronnese. Divergenze col Pd a parte, cosa vi fa mettere in competizione oggi? Come sono stati questi cinque anni di amministrazione in cui virtualmente eravate in maggioranza? "Siamo stati in maggioranza, abbiamo partecipato alle commissioni consigliari anche se non avevamo un consigliere. Alcune cose hanno funzionato, altre no. Non abbiamo condiviso alcuni aspetti importanti, come la prima fase della gestione della Saronno servizi, e i fatti ci hanno dato ragione. Così pure è stata critica la gestione del teatro: poco condivisa perché le scelte le hanno fatto due persone con poca progettualità, senza capire le potenzialità della fondazione teatro, assumendo solo i costi di una gestione poco avveduta. La domanda che abbiamo posto subito: in questa situazione di crisi, il comune può permettersi 300mila annue per mantenere il teatro o ci sono altre strade? Nessuno ha mai voluto rispondere".

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    Vicino alla casa del Partigiano c'è una delle aree dismesse della città. Quali sono le urgenze oggi si Saronno? "L'area che potrebbe essere subito interessata è la Cantoni. Ho partecipato al gruppo di lavoro per il progetto di riqualificazione. All'inizio era molto brutto poi è stato modificato sia su richiesta del gruppo di lavoro sia in commissione. Hanno cambiato anche i progettisti. Io ritengo sia stato migliorato e disegnato meglio il parco urbano e ridotta una parte delle volumetrie. Voglio dire che ci deve essere solo una proposta dei privati ma il comune deve svolgere un ruolo molto importante per la riqualificazione di tutte le aree dismesse. Tornando alla Cantoni contemporaneamente si è sviluppata una analisi sullo stato di inquinamento dell'area, confermato anche dalla provincia e quindi il piano di bonifica che sarà deciso dalla conferenza dei servizi darà i tempi lunghi per la riqualifica. È stato un lavoro della commissione acqua che è riuscita a identificare le responsabilità della proprietà nel l'inquinamento della falda acquifera. Oggi sappiamo chi è stato e Sel si batterà perché i responsabili paghino per quell'inquinamento".

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    Pozzi e Liotta hanno scelto di farsi fotografare sotto la foto di Lima: "Ancora oggi lui è il simbolo di una politica pulita, in cui gli obiettivi non erano solo la ricerca del potere, ma il lavoro era al centro delle politiche della sinistra. Oggi Renzi ha distrutto i diritti del lavoro e precarizzato la società. Questo vale anche a Saronno: di fronte alla crisi economica e sociale, il comune avrà la priorità di ricostruire politiche di avviamento al lavoro, politiche a sostegno della disoccupazione, difesa di tutte quelle fasce di popolazione che sono colpite dalla povertà. Guardiamo con meraviglia tutti quei candidati che parlano di buche da riparare o dondolai da distribuire a pioggia a tutti. La prossima amministrazione dovrà fare i conti con la crisi, il lavoro e la povertà".

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    Quanto sono importanti i social e le nuove tecnologie per i vostri obiettivi? "Tanto. Velocizzazano la comunicazione, si arriva immediatamente le persone. Però è vero che c'è una parte importante dei cittadini a cui bisogna comunque arrivare porta a porta. Vanno usati, saranno fondamentali, ma non va dimenticata la comunicazione tradizionale, perché la partecipazione vera per noi è fondamentale".

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    Liotta: "C'è un progetto che riposa nei cassetti della giunta uscente: il recupero dell'area di Palazzo Visconti e Villa Gianetti. Iniziato con l'abbattimento della caserma dei pompieri e poi lasciato li. Anzi, con la minaccia, per fortuna sventata, di farne un parcheggio. La commissione Palazzo Visconti aveva invece individuato quell'area come area verde attrezzata e di socialità. È un progetto fattibile, anche in un momento così difficile per le amminostrazioni locali. E ci sono i canali per poter accedere a un project financing tra pubblico e privato. È un peccato che sia ancora fermo, noi ci impegnamo a rilanciarlo".

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    Appello finale per Pozzi: "Noi invitiamo a votare me e Sel per dare una possibilità agli elettori saronnesi di votare a sinistra. Ripeto: è importante votare perché ci sono tanti elettori che non vogliono votare per protesta e noi riteniamo che questa non sia una soluzione. Auspichiamo di avere più forza per poter realizzare quegli obiettivi messi nel programma, su cui abbiamo lavorato anche in questi anni, per un ambiente non sfruttato e mercificato, per un coinvgimeto sempre maggiore dei cittadini, per lavorare anche per una società saronnese più solidale, per contrastare la violenza e l'insicurezza".

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    Demis Guidi: "Anche noi di Fratelli d'Italia teniamo a ribadire la coesione d gruppo che si è venuto a formare è questione importante il bene placido della direzione nazionale che dopo un breve consulto ha ritenuto positive le nostre posizioni e a nulla ha messo veti. Il nostro programma è pragmatico come vuole che sia la filosofia di destra. Metteremmo un punto molto importante sulla sicurezza che riteniamo essere una esigenza di tutti i cittadini al di là di ideologie e convinzioni".

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    Guido Angeli di Saronno Protagonista: "Il potenziale strategico di Saronno è noto a tutti ma in particolar modo in questi anni di amministrazione di centrosinistra, la città ha perso il suo smalto e la sua vitalità. La continue limitazioni hanno portato il commercio a una crisi profonda con la conseguente chiusura di molte attività. Noi ci impegneremo per rivalorizzare non solo il centro ma tutto il commercio cittadino e favoriremo ogni tipo di iniziativa sociale e culturale priva di ideologie ma finalizzata al benessere di tutti i residenti".

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    Marco Castelli di Domà Nunch: "La nostra realtà fonda le sue radici nella valorizzazione identitaria. Da più di 10 anni ci impegnamo attivamente nel territorio con svariate attività, dall'ambiente alla cultura, passando per lo sport è la sicurezza. Vogliamo portare a questa coalizione una visione organica di insieme e non ideologica, dove un ambiente sano è un ambiente sicuro, coerente con se stesso e le sue tradizioni".

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    Ci si trova di fronte a un centrodestra frammentato tra quattro candidati riferibili a quell'area. Pensa che l'elettore possa rimanere disorientato? "Certamente, ma i saronnesi devono stare attenti a chi oggi si spaccia per centrodestra ma è pronto a portare il voto a sinistra. Siamo gli unici ad aver detto di essere alternativi al centrosinistra mentre altri lasciano sottointendere possibili collaborazioni. Ex pdlellini oggi si presentano come centristi apartitici, mentre centristi di partito renziani con il supporto di Forza Italia vorrebbero acquisire il voto di destra e portarlo a sinistra".

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    Le aree dismesse dietro alla stazione, ex area Cemsa ed ex Isotta Fraschini. "È da quando ero bambino che si parlando aree dismesse. Il problema è a doppio filo: dare soddisfazione ai proprietari ma nel rispetto dell'insieme della comunità saronnese. Il primo passo è mettere in sicurezza queste zone ed evitare che vengano usate per attività illecite. In concomitanza incontrare le proprietà e capire cosa ne vogliamo fare, per valutare la bontà dei progetti. C'è un Pgt che eventualmente siamo pronti a modificare in base alle esigenze del territorio. Quello che manca a Saronno è un'area feste attrezzata, coperta con cucine, a disposizione delle associazioni. Sono queste una risorsa della città".

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    Fagioli: "Ci sono tre qiestioni sull'ospedale. Una è la questione parcheggi per utenza e dipendenti che questa amministrazione non ha voluto risolvere, cercando invece di fare cassa a spese dell'azienda ospedaliera e della Regione. Due è la questione del blocco delle assunzioni volute dal governo Monti, con impoverimento delle risorse umane e scadenza dei servizi. Spingeremo politicamente perché questo blocco venga rimosso. Terzo, l'accentramento di poteri, risorse e funzioni verso l'ospedale di Busto. Anche in questo caso un sindaco può farsi sentire verso azienda e Regione".

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    Saronno città al centro di quattro provincie, quale identità per il futuro? "Bisogna smettere di pensare alla nostra città come una ruota di scorta di Varese, Milano o Como, siamo a Saronno, abbiamo una nostra identità e una nostra posizione invidiabile. Viviamo qui, facciamo della nostra città il nostro ideale di vita. L'attuale amministrazione non ha saputo tenere il dialogo aperto con gli altri comuni, con Provincia e Regione, ponendo Saronno in una sorta di isolamento politico, nonostante in questi 5 anni la città abbia espresso tre consiglieri provinciali, due assessori provinciali, un consigliere regionali, un parlamentare e un europarlamentare. Il sindaco aveva a disposizione tutti i gradi amministrativi ma non li ha saputi coinvolgere".

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    Quanto sono importanti social e digitale per il futuro dell'amministrazione? "Conoscere e saper sfruttare le nuove tecnologie permette alle amministrazioni pubbliche di implementare non solamente la comunicazione con i cittadini ma soprattutto semplificare e snellire determinate operazioni burocratiche per i cittadini. Oggi c'è una carta regionale dei servizi che è sottoutilizzata e anche a livello comunale si possono identificare operazioni da svolgere direttamente dall'azienda o da casa. Ovviamente sulla tecnologia si possono notevolmente velocizzare le comunicazioni con un risparmio di carta e tempo per tutta la macchina amministrativa e per l'utenza".

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    Per l'appello finale Fagioli sceglie di farsi fotografare davanti alla ex scuola Bernardino Luini attualmente in fase di ristruttarazione: "Ho frequentato qui le scuole medie e per 30 anni è rimasta in disuso e in stato di abbandono. Ci sono delle bellezze in città che non devono essere lasciate al degrado, ma soprattutto teniamo al principio di "prima i saronnesi". Anche in questo momento ricevo appelli disperati di aiuto da parte di nostri concittadini in difficoltà, sia con il lavoro sia con l'alloggio. La nostra comunità non può permettersi di abbandonare a se stessa nemmeno un saronnese. Sarà nostra premura indirizzare le risorse per la crescita della nostra città e a sostegno dei nostri concittadini in difficoltà. Questa è solo una parte del nostro programma, ovviamente c'è anche la revisione di viabilità e piano parcheggi e per tutto il resto rimandiamo gli interessati a consultare il programma sul sito www.fagiolisindaco.com".

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    La diretta live prosegue mercoledì mattina e pomeriggio con altri quattro candidati sindaco. Oggi abbiamo ascoltato Francesco Licata, Dario Lonardoni, Marco Pozzi e Alessandro Fagioli

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    Di fronte all'area dismessa dove per anni ha avuto sede il centro sociale Telos è il luogo scelto da Luciano Silighini per incontrarsi. Lui è il candidato sindaco della lista civica L'Italia che verrà .

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    Il primo ad arrivare all'incontro è Mario Goffredo, in lista per sostenere Silighini: "Condivido le sue idee. Ci siamo incontrati durante una manifestazione sulla sicurezza e abbiamo trovato il feeling giusto. Soprattutto sul tema della sicurezza e su quello che fa il comune: la preferenza è solo sugli extracomunitario. I saronnesi sono discriminati, è un razzismo al contrario".

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    Lorenzo Papotti e Giorgio Ghezzi, anche loro in lista con Silighini: "Silighini è una persona concreta e oggi più che mai a Saronno e in Italia ci vogliono fatti e non le solite parole. Lui non essendo in politica ha fatto cose, come quando è andato a pulire nei parchi, o a raccogliere l'immondizia nei parchetti".

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    È arrivato Silighini, presenti anche alcuni candidati consiglieri: Mario Goffredo, Elena La Pimpi, Lorenzo Popotti e Giorgio Ghezzi. Silighini ha voluto fare la foto di fronte all'ex centro sociale del Telos: "Questo rappresenta il punto Unione tra Gilli e il Pd di Licata in quanto il Telos è nato sotto il primo ed è fiorito con il governo del Pd, rappresentando la Saronno che noi vogliamo radere al suolo".

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    Silighini, 39 anni, nato a Genova, è sposato e ha una bambina di tre anni, vive a Saronno da 2008 ma spiega che la frequenta dal 2001. Si occupa di produzioni cinematografiche e televisive. Motiva così la scelta di candidarsi: "è perché c'è stata in 15 anni una totale mancanza di vicinanza tra la classe politica saronnese e i cittadini, soprattutto in qiesti 5 anni di governo Pd dove l'opposizione di Lega, Forza Italia e altre forze è stata inesistente. Ho cercato di unire tutte le anime alternative alla sinistra dando disponibilità a convergere su un unico nome scelto collegialmente, ma la Saronno dei poteri forti e delle logiche di partito ha voluto una nuova divisione in quattro liste di centrodestra".
    Questo non genererà confusione tra gli elettori? "No perché l'unica persone che ha fatto opposizione via alla classe politica governante ed è stato vicino ai cittadini negli ultimi tre anni ha un nome: Luciano Silighini"

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