Morazzone - Varese News

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Morazzone

Il 20 maggio il tour nei 141 comuni è stato qui

La prima tappa è quasi obbligata. Sara e Mariano sono un punto di partenza della giornata per centinaia di persone. "Molti che arrivano anche dai paesi vicini si fermano qui a fare colazione", ci racconta Mariano, l'anima del laboratorio che sforna brioches a ciclo continuo. Con lui è il suo grande amore Sara lavorano una decina di persone. La loro è una di quelle storie da film che raramente vengono raccontate. La loro relazione sentimentale si intreccia anche con la vita professionale. Hanno aperto la loro pasticceria dieci anni fa nel cuore di Morazzone spostandosi poi nella sede attuale in via Caronno Varesino. Il gradimento delle persone è il miglior indice del loro successo che li portò anche ad arrivare secondi nel nostro concorso EatOut per il miglior locale dove fare colazione in provincia.
Ovviamente non poteva mancare una buona presenza anche sulla rete: un bel sito internet e una pagina Facebook dove interagiscono con clienti e amici
da redazione in lunedì 20 maggio 2013 a 09:10

Massimiliano Coletto racconta la storia delle campane del campanile.
da redazione in lunedì 20 maggio 2013 a 16:33

Un dipinto del Morazzone

Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone aveva dipinto Sant'Ambrogio nella vecchia chiesa del Cinquecento. Oggi è conservato nella sacristia della parrocchia
da Marco Giovannelli in lunedì 20 maggio 2013 a 16:20

Walter Albinati responsabile del vigneto e l'enologo Giovanni Caprioglio raccontano come è nata la produzione della Cascina Ronchetto.
"Ventimila bottiglie all'anno con quasi due ettari di vigneto. Il vino, interamente prodotto nei vitigni di Morazzone, va principalmente nelle enoteche e nei ristoranti della provincia. Alle spalle c'è una lavorazione di circa un anno per arrivare a un vino di nicchia. Nel 2005 abbiamo ottenuto riconoscimento Igt come Ronchi varesini. Davanti alla cantina c'è un vigneto Merlot Pascale. Al nostro territorio non hanno riconosciuto altre varietà i vitigni come il Gamaret. Mentre solo a otto km di distanza, in Svizzera, lo coltivano producendo dell'ottimo vino. Due le qualità di Merlot: Pascale è il primo e fa sei mesi di legno e altrettanti di bottiglia prima della commercializzazione. Materno invece fa dodici mesi di legno e poi altri sei in bottiglia. Poi c'è Materno Botte 13 che fa diciotto mesi di legno e sei di bottiglia. Inoltre c'è Nadine, dal nome dell'ultima nata in famiglia che viene da chardonnay e merlot vinificato in bianco. Una novità è poi Gibilée, primo spumante varesino. Un nome che viene da una tradizione, significa manifestazione gaia o festosa. All'epoca quando c'era un bambino vivace lo si definiva Gibilée".

Nella foto Sandra Pellegrini, proprietaria della azienda vinicola, con tutte le bottiglie della produzione
da Marco Giovannelli in lunedì 20 maggio 2013 a 16:46

Siamo al Full Stop con il sindaco Matteo Bianchi #morazzone #141tour si parla di crisi ma anche opportunità
da Marco Giovannelli in lunedì 20 maggio 2013 a 12:57 via twitter

Pane e politica per un sindaco doc come Bianchi
Trentatre anni, Matteo Bianchi è entrano nella casa comunale da ragazzino. Aveva 19 anni quando venne eletto per la prima volta consigliere comunale per i banchi della Lega. Cinque anni dopo la conferma e il ruolo da assessore alla cultura. Nel 2009 diventa sindaco, sempre nelle file del Carroccio che qui ha percentuali bulgare. Da poco è anche segretario provinciale della Lega. 
Ci incontriamo con lui nella tappa centrale di mezzogiorno. 
"Sono morazzonese doc, da parte di mio papà sono riuscito a risalire fino al 1648. In questi anni sono tante le cose che abbiamo fatto per il nostro comune. Opere pubbliche importanti come la sistemazione della scuola media, del cimitero e dell'area verso Caronno. Poi ci sono molti servizi come quello della casetta dell'acqua, la raccolta differenziata con oltre il 70% dei rifiuti riciclati. A questo si aggiunge la pubblicazione del libro "Il Seprio nel Medioevo" segno dell'interesse che abbiamo per la storia locale. 
Abbiamo anche fatto scelte tecnologiche al servizio della collettività, come il wi-fi di fatto quasi gratuito perché basta una card da 5 euro all'anno".

Bianchi non nasconde anche le preoccupazioni per una crisi che non vuol cessare. "Per fortuna abbiamo Omipa e anche la Mam che malgrado il ridimensionamento, come per la prima azienda occupa circa 150 addetti. Poi c'è la Molla e da lì si passa a piccole aziende. Stiamo cercando di mappare meglio i bisogni delle persone per poter dare risposte efficaci a diversi problemi sociali ed economici. L'occupazione è un punto davvero centrale. Quanto al commercio le attività del centro storico stanno sentendo tanto la crisi e hanno un trend negativo, a differenza di quelle sulla provinciale che invece lavorano davvero bene".

da Marco Giovannellion May 20, 2013 at 10:42 AM

Deplano, la sartoria a Km0

Metro al collo e una speciale polsiera piena di spille. Stefano, 41 anni, con il fratello Raimondo, 36 anni, sono la terza generazione di sarti. Tutto nasce con il nonno, da cui il più giovane ha preso il nome, in un piccolo paesino della Sardegna a Gairo Sant’Elena.

All’inizio degli anni Settanta Carlo Deplano lascia l’isola in cerca di fortuna e la trova tra Morazzone e Cantello, ma proprio nel primo dei paesi del Varesotto mette le radici. Nascono i due figli e lui lavora duro come conto terzista. Stefano e Raimondo ereditano la passione per la sartoria e così vanno a  scuola Milano all’istituto Carlo Secoli che ha formato generazioni di modellisti e tecnico dell’abbigliamento.

Con i due giovani della famiglia l’azienda Deplano si allarga e inizia a cambiare pelle. “La passione per il nostro lavoro e anche la crisi di tutto il manifatturiero tessile ci ha spinti a tornare alle origini”. Stefano Deplano racconta con la stessa passione con cui sceglie come vestire insieme con il cliente. “Abbiamo iniziato a fare sartoria rivolgendoci a clienti per lo più lombardi e svizzeri. Persone che hanno bisogno di un abito tutti i giorni. La produzione conto terzi è andata diminuendo e da quattro anni non lavoriamo più per i marchi, ma solo per il nostro. La Deplano, oltre a me e mio fratello, impiega dodici persone. Stiamo andando bene anche perché i clienti sono soddisfatti. E da qui passano anche personaggi importanti e famosi”.  Stefano preferisce non si citino perché il loro è un lavoro delicato e la privacy è parte integrante dell’intimità che loro stabiliscono con chi sceglie di costruire un abito con la Deplano.

“Noi scegliamo di offrire una certa qualità utilizzando solo prodotti Made in Italy. Le stoffe arrivano da Piemonte, gli accessori da Varese, i bottoni da Bergamo. Insomma una sorta di km0 lombardo.



Tutti i luoghi che abbiamo visitato e le persone incontrate a Morazzone:

  • Che faccia simpatica ha Massimiliano il campanaro!
  • Il 19 luglio del 1959 morì Sin Campanat, uno storico sacrestano e custode della torre per quasi 50 anni. Semicieco saliva in cima tutti i giorni per caricare l'orologio a carica manuale

  • Il fascio lasciava ovunque i suoi segni. Sulla torre una scritta: "Per devozione a Vittorio Emanuele III nel suo XXV anno di regno"

  • L'interno della chiesa parrocchiale Sant'Ambrogio. Progettata da Simone Cantoni inizio '800. A navata unica con quattro cappelle. Nella prima c'è una Madonna del Cinquecento, nella seconda quadro del Bertini. Organo del Bernasconi

  • bellissima iniziativa! vi seguirò per tutto il vostro lungo tour!
  • Via l'eternit dall'oratorio

    Massimiliano ci racconta che la chiesa avrebbe bisogno di ritocchi, ma ora gli investimenti sono destinati a rimuovere l'eternit dai tetti dell'oratorio. I lavori sono iniziati da una settimana e proseguiranno ancora per un mosetto
    da Marco Giovannelli modificato da mariacarla.cebrelli 5/20/2013 2:16:09 PM
  • Un dipinto del Morazzone

    Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone aveva dipinto Sant'Ambrogio nella vecchia chiesa del Cinquecento. Oggi è conservato nella sacristia della parrocchia

    da Marco Giovannelli modificato da mariacarla.cebrelli 5/20/2013 2:20:06 PM
  • La sacrestia della chiesa parrocchiale

  • Curt dul Munciaghèl

    Il centro di Morazzone ha molte corti e alcune conservano l'antica struttura

  • E' partito il progetto 141 comuni di Varesenews http://live.varesenews.it/Event/Morazzone
    da lillomontalto tramite twitter modificato da redazione 5/20/2013 2:34:11 PM
  • Tre palle di cannone contro Garibaldi

    Lungo la via 26 agosto, inserite in bella vista sul cancello di una antica casa, si trovano tre palle sparate dagli austriaci contro i garibaldini nella battaglia combattuta proprio nello stesso giorno che dà il nome alla via

    da Marco Giovannelli modificato da redazione 5/20/2013 2:39:48 PM
  • Walter Albinati responsabile del vigneto e l'enologo Giovanni Caprioglio raccontano come è nata la produzione della Cascina Ronchetto.
    "Ventimila bottiglie all'anno con quasi due ettari di vigneto. Il vino, interamente prodotto nei vitigni di Morazzone, va principalmente nelle enoteche e nei ristoranti della provincia. Alle spalle c'è una lavorazione di circa un anno per arrivare a un vino di nicchia. Nel 2005 abbiamo ottenuto riconoscimento Igt come Ronchi varesini. Davanti alla cantina c'è un vigneto Merlot Pascale. Al nostro territorio non hanno riconosciuto altre varietà i vitigni come il Gamaret. Mentre solo a otto km di distanza, in Svizzera, lo coltivano producendo dell'ottimo vino. Due le qualità di Merlot: Pascale è il primo e fa sei mesi di legno e altrettanti di bottiglia prima della commercializzazione. Materno invece fa dodici mesi di legno e poi altri sei in bottiglia. Poi c'è Materno Botte 13 che fa diciotto mesi di legno e sei di bottiglia. Inoltre c'è Nadine, dal nome dell'ultima nata in famiglia che viene da chardonnay e merlot vinificato in bianco. Una novità è poi Gibilée, primo spumante varesino. Un nome che viene da una tradizione, significa manifestazione gaia o festosa. All'epoca quando c'era un bambino vivace lo si definiva Gibilée".

    Nella foto Sandra Pellegrini, proprietaria della azienda vinicola, con tutte le bottiglie della produzione

    da Marco Giovannelli modificato da redazione 5/20/2013 2:46:19 PM
  • Morazzone è inserito nel parco Rile Tenore Olona


    ll Parco Locale d'Interesse Sovracomunale Rile Tenore Olona, meglio conosciuto come RTO, ed il Monumento Naturale "Gonfolite e Forre dell'Olona" si posizionano lungo il tratto intermedio della Valle del Fiume Olona coprendo una superficie di circa 16 Kmq.

  • La fatica dello sport

    A Morazzone c'è anche una eccellente società calcistica: l'A.S.D. Morazzone Calcio che ha in gestione la struttura di Viale Europa.
    L'associazione fa giocare circa 260 ragazzi, dai "piccoli amici" alla prima squadra che gioca in Eccellenza. Gli Allievi e gli Juniores giocano nel campionato regionale mentre tutti gli alti in quello provinciale.
    Presidente dell'A.S.D. Morazzone è Francesco Sommaruga, che è anche sindaco del comune di Albizzate.
    In questo momento l'associazione sta attraversando un periodo di difficoltà e il presidente spiega anche che il rapporto con l'amministrazione comunale non è dei migliori: «Abbiamo strutture datate, difficoltà di manutenzione e spogliatoi con infiltrazioni ma nonostante le richieste di aiuto non si trova una soluzione. Inoltre noi abbiamo in gestione anche tutte le utenze e, soprattutto dopo che ci hanno fatto il tetto fotovoltaico, anziché dei benefici, siamo andati incontro a maggiori costi e adesso abbiamo grosse difficoltà anche con la gestione dei costi vivi. L'associazione può andare avanti solo grazie al grandissimo lavoro fatto dal vicepresidente Roberto Legnaro, Antonio Maguzzu, Antonio Palermo, Maurizio Compri e di tutti gli altri collaboratori che si impegnano per questa grande esperienza sport e partecipazione».

    da Marco Giovannelli modificato da redazione 5/20/2013 3:02:45 PM
  • Il bello (o brutto) della diretta. Dieci minuti di grandine e per fortuna ero in macchina a scrivere

  • caspita..un bel lavoro..ben dettagliato direi..grazie..
  • Il famoso gelso voluto dal sindaco Bianchi sulla rotonda della via Caronno Varesino. Un simbolo dell'economia di queste zone. Un'economia che rese ricca parte del Varesotto ma come racconta un libro degli anni Ottanta fu anche portatore di "Un genocidio perfetto". I bambini da quando avevano tre anni lavoravano nelle tessiture perché con le loro dita piccole potevano entrare meglio nei telai. Eravamo tra la fine del Seicento e il Settecento, ma fare i romantici non sempre la racconta tutta. In ogni caso il gelso è molto bello e resta un simbolo di questa bella terra

  • Omipa festeggia 50 anni con la famiglia Cazzani


    da Marco Giovannellion May 20, 2013 at 3:46 PM

    Era il settembre del 1963 quando Gilberto Cazzani iniziò la sua avventura imprenditoriale con la Omipa. 

    "Sono orgoglioso di lavorare fianco a fianco con mio padre Gilberto in questa azienda, - racconta Fabio Cazzani - e di portare avanti il lavoro iniziato da lui più di 50 anni fa. Da una piccola officina meccanica per una grande azienda internazionale, l'entusiasmo e la passione per l'innovazione sono sempre rimasti gli stessi. Ora l'azienda ha un organico di molti dipendenti, compresi gli operatori specializzati, meccanici, elettrici e ingegneri del software di lunga esperienza e competenza professionale, ma ha mantenuto inalterate le sue caratteristiche di un'azienda a conduzione familiare. Qualità dei materiali e dei componenti, progettazione e produzione interamente realizzato all'interno dell'azienda e una sfida incessante verso obiettivi sempre più ambiziosi, in collaborazione con i nostri clienti: questo ha permesso di diventare un leader mondiale e di essere sempre all'avanguardia della tecnologia e innovazione ".

    La Società è nata come una macchina-shop, che produce accessori per la lavorazione della plastica, come matrici per estrusione, calandratura sistemi e le attrezzature a valle. Omipa ha presto esteso la sua attività alla progettazione e costruzione di impianti completi per la produzione di lastre, fogli, film e il profilo cavo in diversi materiali termoplastici.

    “Tutti i nostri sforzi - raccontano sul sito web - sono sempre concentrati sui progressi: anticipare, proponendo soluzioni innovative e miglioramenti costanti su misura alle esigenze singoli clienti, che consentono a Omipa di mantenere inalterata la sua leadership internazionale nel mondo di soluzioni personalizzate per l'estrusione di materie plastiche”.

  • Il monumento ai caduti della prima guerra mondiale

  • Caramamma è un mito


    Gianfranco del Caramamma è l'ultima tappa eno gastronomica. Il bar è stato aperto nel '73 ed è sulla provinciale per Caronno da sette anni.
    "Caramamma prende il nome da questa frazione e così l'aperitivo. L'inventò mio padre nel 1985 con un suo amico. Era il suo sogno creare una alternativa al mondo dell'aperitivo. Poi restò inutilizzato per diversi anni fino a qualche anno fa. Per berlo viene miscelato con il prosecco. La ricetta è segreta e viene imbottigliato a Concorezzo. È molto conosciuto e arriva gente da ogni zona della provincia. Tanta gente si porta a casa la bottiglia per usarlo in occasioni diverse".
    L'impresa è tutta a conduzione famigliare con i due fratelli e i genitori.

  • Un cartello sbiadito per il "povero Morazzone"

    Il sindaco Matteo Bianchi ha ben presente lo stato di degrado e di incuria in cui versa la casa natale del Morazzone. "Abbiamo preso contatti con la proprietà, perché uno dei problemi è che quella cascina è privata. Speriamo di poter sistemare la struttura perché è grave che resti così". Nel frattempo però, quando non ci sono in ballo affari immediati, ma solo slavaguardia beni artistici e chlturali, il mix pubblico privato non riesce a trovare soluzioni in tempi ragionevoli. Il nostro lavoro, oltre a valorizzare quanto di bello abbiamo visto, sarà anche continuare a chiedere conto.

    da Marco Giovannelli modificato da redazione 5/20/2013 4:01:25 PM
  • Morazzone finisce qui. Il piccolo lembo del comune sulla 341, la strada tra Gazzada e Castronno, mostra il cartello della fine del territorio.
    E qui, per oggi, finisce anche il nostro lavoro a Morazzone.

  • Tra liquorini, vini, le proposte del Pub Full stop e i deliziosi pasticcini di Sara e Mariano che hanno accompagnato il nostro brindisi di inizio tour, Morazzone si è rivelato un paese ad alto tasso di golosità!
  • Complimenti, iniziativa veramente interessante!
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