Origgio - Varese News

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Origgio

Il tour sarà qui l'8 giugno


Dall'alto della torre, la vista sulla Corte Fabbrica e sulla villa Borromeo, ancora abitata da un ramo della nobile famiglia milanese.
da roberto.morandi in sabato 8 giugno 2013 a 10:58


Un paese stretto tra le autostrade: il nome Origgio evoca uscite autostradali, anche se si sta cercando di difendere il verde rimasto. "Origgio rispetto ad altri paesi del saronnese ha ancora molto ambiti agricoli e boschivi" spiega Evasio Regnicoli, assessore all'urbanistica. Anche di recente ci sono stati molti lavori sulla voabilità in zona del Saronnese. "Indubbiamente ci hanno eroso territorio, ma per la parte sud del paese ha visto diminuire traffico da 9000 a 2500 veicoli al giorno" . Intanto è nato un parco sovracomunale, il Parco dei Mughetti
che coinvolge Uboldo-Cerro Maggiore-Origgio. "Coinvolge 800mila quadri di territorio di Origgio. Fino ad ora è un Plis, a breve diventerà un parco riconosciuto anche a livello regionale"
da roberto.morandi in sabato 8 giugno 2013 a 10:42

Andrea Burruto, della Pro Loco, lavora all'industria farmaceutica Euticals ed è "di famiglia origgese doc". Origgio è ormai storicamente un polo produttivo per le industrie farmaceutiche, anche multinazionali che commerciano i prodotti più noti. Hanno sede qui Euticals, Novartis, Sanofi: "Fino ad un anno fa eravamo abbastanza tranquilli, da un anno la crisi colpisce notevolmente. Sanofi Aventis ha deciso di delocalizzare: a Origgio rimane solo la linea di produzione liquida per l'Enterogermina, mentre è previsto il trasferimento della linea del Maalox", spiega l'assessore Evasio Regnicoli.
"Abbiamo però avuto anche nuovi insediamenti, per esempio con Medicare: sono in una fase un po' di stand-by, ma qualche assunzione è stata fatta anche qui". Il distretto chimico-farmaceutico dà molto lavoro in un paese che così ha una minore quota di pendolarismo verso Milano, anche perché non ha una stazione.
da roberto.morandi in sabato 8 giugno 2013 a 11:20

Il presbiterio affrescato della chiesa di San Giorgio, testimoniata dal Trecento.
da roberto.morandi in sabato 8 giugno 2013 a 11:30

Geppo Matà, operaio al lavoro anche di sabato mattina, ci mostra le lunghe fasi di lavorazione che portano a creare le sculture dalla superficie liscia e lucente. Partendo dall'originale in gesso, con diversi passaggi si crea prima il negativo, poi il positivo in cera, che viene 'avvolto' da un ulteriore strato esterno. Poi il tutto "va in forno 9 giorni e 9 notti, con temperature da 100 a 600 gradi: scompare la cera e i canali di portata. Dopo tre giorni di riposo, si realizza l'avvolgimento in rete e la gessatura e poi si passa alla colata in bronzo, che noi facciamo a 1150 gradi". Il bronzo prende il posto che era della cera e così nasce la statua. Infine si fa la patinatura per applicare l'eventuale colore. L'intero processo di creazione richiede almeno 40 giorni.
da roberto.morandi in sabato 8 giugno 2013 a 13:05

L'avanzata dall'abitato ha ridotto gli spazi di prati, boschi e campi anche se un po' di agricoltura resiste (c'è anche un agriturismo, oggi impegnato con un ricevimento di matrimonio). Piu o meno legata al tema dell'agricoltura e della sostenibilitá è l'esperienza di Gasloco, il Gruppo d'Acquisto Solidale di Origgio, nato tre anni fa dall'entusiasmo di attivisti e famiglie legati alla Pro Loco. "Eravamo 7-8, oggi siamo 35 famiglie, compresi alcuni gasisti che venivano da GasUsa, uno dei primissimi Gas nati in zona", racconta Angelo Diomedi. Il gruppo aderisce a Aequos, la cooperativa di Gas che incontreremo a Uboldo nei prossimi giorni.
da roberto.morandi in sabato 8 giugno 2013 a 14:45

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